Successioni a Treviso: accettazione, testamento e divisione ereditaria

Lo Studio assiste gli eredi dall'apertura della successione alla divisione, e chi desidera pianificare la propria successione con un testamento.

Apertura della successione e accettazione dell'eredità

La successione si apre al momento della morte, nel luogo dell'ultimo domicilio del defunto (art. 456 c.c.). Chi è chiamato all'eredità può accettarla puramente e semplicemente, accettarla con beneficio d'inventario o rinunciarvi.

L'accettazione pura e semplice può anche essere tacita, quando si compie un atto che presuppone la volontà di accettare, come la vendita di beni ereditari (art. 476 c.c.). Comporta la confusione tra il patrimonio del defunto e quello dell'erede, che risponde dei debiti ereditari anche oltre il valore di quanto riceve (art. 754 c.c.).

Il beneficio d'inventario, dichiarato davanti a un notaio o al cancelliere del Tribunale (art. 484 c.c.), tiene separati i due patrimoni e limita la responsabilità per i debiti al valore dell'eredità. Chi è chiamato e si trova nel possesso di beni ereditari deve fare l'inventario entro tre mesi dall'apertura della successione o dalla notizia della chiamata, altrimenti è considerato erede puro e semplice (art. 485 c.c.). La rinuncia si dichiara con le stesse forme (art. 519 c.c.).

Successione legittima, testamento e quota dei legittimari

In assenza di testamento l'eredità spetta ai familiari indicati dalla legge: coniuge, figli, ascendenti, fratelli e sorelle e gli altri parenti fino al sesto grado (artt. 565 e ss. c.c.).

Il testamento può essere olografo, scritto per intero, datato e sottoscritto di pugno dal testatore (art. 602 c.c.), oppure pubblico, ricevuto da un notaio alla presenza di testimoni (art. 603 c.c.). Il testamento olografo va presentato a un notaio per la pubblicazione appena si ha notizia della morte (art. 620 c.c.).

La libertà di disporre ha un limite: ai legittimari, cioè al coniuge, ai figli e, in assenza di figli, agli ascendenti, la legge riserva una quota del patrimonio (art. 536 c.c.). Se il defunto lascia un solo figlio, a questi è riservata la metà del patrimonio; se i figli sono più di uno, due terzi (art. 537 c.c.). Chi ritiene di essere stato leso può agire in riduzione delle disposizioni testamentarie e delle donazioni (artt. 553 e ss. c.c.).

Dichiarazione di successione e imposte

La dichiarazione di successione si presenta all'Agenzia delle Entrate entro dodici mesi dalla data di apertura della successione (art. 31 d.lgs. 346/1990). Non è dovuta quando l'eredità è devoluta al coniuge e ai parenti in linea retta, l'attivo ereditario non supera 100.000 euro e non comprende beni immobili o diritti reali immobiliari (art. 28 d.lgs. 346/1990).

L'imposta di successione si calcola in base al grado di parentela: per il coniuge e i parenti in linea retta l'aliquota è del 4% sul valore che supera un milione di euro per ciascun beneficiario. Per gli adempimenti fiscali e le volture lo Studio si coordina, quando serve, con notaio e commercialista.

Divisione ereditaria e controversie tra coeredi

Quando gli eredi sono più di uno si forma una comunione ereditaria, da cui ciascun coerede può sempre uscire domandando la divisione (art. 713 c.c.). La divisione può essere consensuale o giudiziale e tiene conto delle donazioni ricevute in vita da figli e coniuge, che vanno conferite nella massa ereditaria (collazione, art. 737 c.c.).

Prima di avviare una causa in materia di successioni ereditarie o di divisione è obbligatorio il tentativo di mediazione (art. 5 d.lgs. 28/2010). Lo Studio assiste gli eredi nella mediazione, nelle trattative e, quando necessario, in giudizio, e segue anche la redazione di testamenti e la pianificazione successoria.

Le informazioni di questa pagina hanno carattere generale, sono aggiornate a ottobre 2026 e non sostituiscono la consulenza su un caso concreto.

Domande frequenti

Qualche domanda ricorrente su questo ambito.

Entro quanto tempo si può accettare un'eredità?

Il diritto di accettare si prescrive in dieci anni dall'apertura della successione (art. 480 c.c.). Chi è nel possesso di beni ereditari deve però fare l'inventario entro tre mesi, e qualunque interessato, per esempio un creditore, può chiedere al giudice di fissare un termine entro cui il chiamato deve dichiarare se accetta (art. 481 c.c.).

Si risponde dei debiti del defunto?

Dipende da come si accetta. Con l'accettazione pura e semplice l'erede risponde dei debiti anche con il proprio patrimonio; con il beneficio d'inventario solo entro il valore dell'eredità; chi rinuncia non risponde dei debiti. Prima di decidere è utile ricostruire la situazione patrimoniale del defunto, perché atti come la vendita di beni ereditari possono valere come accettazione.

Entro quando si presenta la dichiarazione di successione?

Entro dodici mesi dalla data di apertura della successione (art. 31 d.lgs. 346/1990), salvi i casi di esonero previsti dalla legge. Se la dichiarazione è presentata in ritardo si applicano sanzioni, che possono essere ridotte con il ravvedimento.

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